A Natale i desideri diventano realtà

A Natale i desideri diventano realtà
Considerato il periodo un racconto di ambiente natalizio penso ci stia bene.

“Mi aiuti a fare gli acquisti di Natale?” Mi disse al telefono Bryan.
“Va bene, come posso aiutarti? Non deve essere così difficile.” Dissi io.
“Non è quello è il punto, Walter. Vieni con me, non ci metteremo molto, voglio solo fermarmi al negozio di elettronica. Che ne dici?”
“Direi di sì.”
“Figo! Sarò da te in dieci minuti. Ci vediamo!”
E pensare che solo alcuni mesi prima Bryan ed io non ci conoscevamo affatto. Ci eravamo incontrati il primo giorno di scuola ad inizi settembre, quando lui si era seduto di fianco a me durante la lezione di biologia avanzata e si era presentato.
Spiegò che suo papà era stato trasferito in città, lui aveva dovuto abbandonare i suoi amici e passare l’ultimo anno di liceo in una nuova città.
“Sarebbe stato bello passare l’ultimo anno con i ragazzi con cui aveva condiviso gli anni precedenti, ma spero di farmi presto dei nuovi amici qui.” Disse.
Decidemmo di essere partner nel laboratorio di biologia e risultò che avevamo molto in comune, così lui fu accettato rapidamente nella mia cerchia di amici.
Penso che sentisse la mancanza del suo vecchio gruppo, ma non più di tanto perché stava tentando di inserirsi nel nostro gruppo.

Vidi i fari della macchina che parcheggiava.
“Vado non con Bryan al negozio di elettronica, mamma!” Gridai mentre aprivo la porta.
“Quando ritornerai?”
“Non so. Dopo cena probabilmente.”
“Chiamami se sarà dopo le otto.”
“Ok, ti voglio bene!”
Chiusi piano la porta, mi avvicinai alla macchina e mi accomodai sul sedile del passeggero.
“Ehi, come va?” Chiesi
“Non molto bene. Non vedevo l’ora di uscire di casa. Non vedevo l’ora di andare a fare gli acquisti di Natale.”
“Bene, sono contento di darti il mio appoggio.” Dissi sorridendo.
Bryan sembrava fuori posto nella nuova città, alto più di un metro e ottanta e di tipo quasi scandinavo. Corti capelli biondo cenere, a spazzola e con gel. Pochi peli, avrei scommesso che avrebbe potuto stare una settimana senza radersi e nessuno l’avrebbe notato.
Quello che la gente notava era la sua pelle pallida che gli dava un aspetto quasi di fantasma; alcuni anni lì da noi e probabilmente questo sarebbe cambiato, ma in quel momento spiccava nella folla del mio liceo.
Bryan poteva sembrare un po’ spettrale, ma non era assolutamente trasparente; anche se non faceva sport agonistici, si allenava molte volte alla settimana ed aveva un corpo oltre la media e ben definito.
Quella sera indossava una dolcevita grigia che lo fasciava a sufficienza per mostrare il torace.
Probabilmente lui pensava che fossi un campione esotico della zona, infatti mia madre è coreana e la famiglia di mio papà era del nord. Quindi anche se non ero di carnagione chiarissima, mostravo bene i caratteri della mamma in viso, occhi e, naturalmente, capelli scuri.
Penso di essere abbastanza bello ed anche altri lo dicono, ma non è normale vedere qualcuno con il mio look come modello di jeans sulle riviste.
Mi ero allenato spesso con Bryan quando i nostri programmi coincidevano. Allenarmi era un’abitudine che avevo sviluppato quando giocavo a calcio, ma la mia abilità di non era sufficiente per giocare in squadre di categoria superiore allo scolastico.

Se la mia descrizione di Bryan non lo ha fatto capire a sufficienza, sarà meglio che lo dica chiaramente: io sono attirato dai ragazzi. Credo di esserne stato consapevole fin dalle scuole di grado inferiore ma era diventato dolorosamente ovvio dagli ultimi due anni del liceo. L’avevo accettato, tuttavia sentivo di dover aspettare ancora un po’ prima di fare ‘coming out’.
Nel frattempo mi accontentavo di sbirciatine in bagno ed ai grandi manifesti di Abercrombie and Fitch al centro commerciale. Credo di aver in qualche modo sublimato il mio desiderio per loro adottando il loro codice di vestiario (ecco perché credo venga chiamato ‘sex sells’).
E giuro che in alcuni giorni Bryan sembra essere venuto fuori dalle pagine del loro catalogo.

In venti minuti arrivammo al negozio, ed un negozio di elettronica è decisamente una cosa da maschi. Deve essere l’istinto o il testosterone che fa venire a tutti (gay o etero) la voglia di andare a giocare con gli ultimi giochi, macchine fotografiche digitali, stereo e naturalmente televisione a maxi schermo piatto con surround sound system. Facemmo un giro e ci fermammo a guardare l’ultima edizione di FIFA.
“Questo finirà sicuramente nella mia lista di Natale!” Disse Bryan dopo la dimostrazione.
“Perché non lo provi ora?”
“Oh, mi rovinerebbe il divertimento di Natale. Comunque ci potrò giocare per tutte le vacanze ed i miei genitori non potranno lamentarsi perché non faccio i compiti”
“Ogni tanto sei un vero angioletto!”
“Io? Resteresti sorpreso, io sono un vero ‘bad boy’. Forse dovrei correggermi un po’ altrimenti quando Babbo Natale ricontrollerà il suo elenco non si fermerà a casa mia…”
“Lascia perdere.” Dissi ricordandogli lo scopo della nostra visita e lui comprò alcuni CD per le persone a cui doveva fare regali.
Quando uscimmo dal parcheggio, lui mi chiese se volevo andare a casa sua: “Sarà l’ultima opportunità di utilizzare la vecchia play prima di Natale.”
“Sicuro, devo solo dire alla mamma dove andrò, ma non sono sicuro se mi permetterà di stare con un tale bad boy.” Scherzai estraendo il cellulare e sapendo che poiché mamma era una ‘fan’ di Bryan, non sarebbe stato un problema.

Quando arrivammo a casa sua trovammo i suoi genitori già pronti ad uscire per la festa della ditta di suo papà.
“Non aspettateci.” Disse sua mamma: “Ecco qualche euro, dovrebbero essere sufficienti per una pizza se ne volete ordinarne una. I genitori di Walter sono d’accordo che lui stia qui?”
“Li ho già chiamati, sono d’accordo.” Dissi subito.
“Ok allora. Non combinate troppi guai. Ciao!”
Andammo in soggiorno ed accendemmo la play station. Quando lui si piegò per infilare il DVD, non potei fare a meno di notare come il suo bel culo stirava la stoffa dei jeans. Che genere di guai avremmo potuto fare essendo ‘in casa da soli’?”
Il pensiero mi nacque involontariamente nella testa e lo scacciai.
Bryan mi diede uno dei joystick e disse: “Pronto a perdere, amico?”
L’azione sullo schermo fu accompagnata da una battaglia fisica sul divano, gomiti che volavano e spalle che si urtavano mentre i nostri personaggi si muovevano sullo schermo. Grida di incoraggiamento e recriminazioni uno verso l’altro. Ma soprattutto ridevamo, io particolarmente risi forte dopo aver vinto un tackle che mise in difficoltà Bryan.
“Metti in pausa, devo andare in bagno” Implorai ridendo.
“Benissimo, non vorrei che tu perdessi la concentrazione.”
Mentre mi lavavo le mani, mi guardai nello specchio, guardandomi negli occhi mi venne una strana sensazione. Forse erano le endorfine della risata, ma non ne ero sicuro. Sentii qualche cosa di molto chiaro, qualche cosa che mi diceva che forse era ora di dire qualche cosa a Bryan a proposito della mia piccola cotta per lui, sperando di riderci su e continuare ad essere amici.
“Pronto, Walter?”
“Credo di sì. Ma prima posso dirti una cosa?”
Lui mi guardò in maniera strana: “Naturalmente. Che cosa?”
Mi sedetti accanto a lui: “Bry, tu sei mio amico, vero? E non vorresti che questo cambiasse per nessuna ragione. È solo, beh, sento che voglio dirti una cosa ed è difficile…” Mi guardai le mani che tenevo in grembo.
“E?”
“Bryan, può sembrare folle, ma voglio dirti…”
“Per favore fai che sia vero.” Lo sentii bisbigliare.
Ora toccava a me essere confuso.
“Io penso di sapere quello che stai tentando di dire” E mi mise un dito sotto il mento, alzandomi la faccia per guardare la sua. Poi si chinò verso di me e mi baciò.
Era come se fossi stato colpito da un fulmine. Il bacio durò alcuni secondi prima che ci staccassimo.
“Wow, vuoi dire?”
“Sì.”
“Seriamente?”
“Ne vuoi la prova?”
Prese la mia mano e se la portò all’inguine.
Sentii la sua virilità che tendeva la stoffa.
“Cazzo, cosa stai facendo?” Dissi.
“Non essere idiota. Penso che tu abbia la stessa sensazione, non è vero?”
Con la mano strofinò la protuberanza nel mio inguine.
“Ok, mi hai scoperto.” Ammisi: “Ma non devi essere così, come dire, grezzo.”
“Ascolta, mi sono innamorato di te da quando ci siamo conosciuti il primo giorno di scuola. Perché pensi sia venuto a sedermi vicino a te in classe?”
“Ed io ho capito subito che mi piacevi.” Dissi io.
“Bene, siamo ambedue colpevoli. La domanda è: cosa faremo adesso?”
“Huh?”
“Come fai ad essere così lento di comprendonio! Andiamo in camera mia.”
“Sei sicuro che sia una buona idea?”
“Guarda, Walter che non è un’ avventura di una notte o una scopata nel parco. Praticamente noi siamo insieme da alcuni mesi. Ed io non ho… non ho mai dormito con qualcuno, qualche ragazzo. Mi sono solo istruito un poi’ sulla meccanica. Tutto quello che so è che ti voglio dannatamente ed è corretto che la prima volta sia col mio miglior amico. Suppongo che tu sia nella stessa barca. Cosa ne dici?”
“Cosa stiamo aspettando?” Dissi prendendolo per mano.

Quando arrivammo al primo gradino lui si girò verso di me e ci baciammo ancora una volta. Bryan mise le mani sul mio culo e me lo massaggiò rudemente attraverso i jeans. Io avvolsi le braccia intorno alle sue spalle e saltai su, avvolgendo le gambe intorno alla sua vita, costringendolo a sostenere il mio peso.
“Uffa, sei pesante.”
“Forza, Bry, mostrami che uomo forte sei.”
Mi portò su per la scala e per tutto il tempo ci baciammo e godemmo del sentire le nostre aree più basse pigiate l’una contro l’altra.
Mi lasciai cadere dalle sue braccia quando passammo la soglia della sua camera.
“Ragazzo, non farlo più, le mie braccia potrebbero non sostenerti.”
Bryan si sedette sul suo letto.
“Fammi un favore. Apri il secondo cassetto sul lato sinistro della scrivania.”
Lo feci e vidi una bottiglia di lubrificante ed una piccola pila di riviste che rappresentavano ragazzi eccitanti e nudi.
Era come se il catalogo Abercrombie avesse avuto una parte fotografica addizionale dove tradurre in pratica tutte le fantasie che mi ero fatto su quei ragazzi, facendomi venire l’acquolina in bocca.
“Bry, cosa è tutto questo?”
“Ti avevo detto che ero un bad boy, non è vero?” Disse mentre accendeva la candela che c’era sulla testata del letto.
“Bene, mi sembra che tu me lo stia dimostrando.”
“Porta qui e guarda.”
“Le riviste?”
“No, imbranato. Te.”
Mi voltai e lo vidi togliersi la maglietta e gettarla verso l’armadio. La sua pelle pallida aveva un morbido bagliore nel chiarore di luna che entrava dalla finestra. Io mi strappai la mia mentre mi avvicinavo al letto.
Come un gatto strisciai su di lui e mi misi a gambe divaricate mentre lui era seduto con la schiena contro la testata del letto, tenendo intenzionalmente una distanza tra i nostri toraci.
Le nostre lingue esplorarono profondamente la bocca dell’altro e Bryan cominciò a carezzarmi torace e capezzoli.
Le sue mani scesero, sganciarono il bottone dei miei jeans ed abbassò la chiusura lampo. Tirò giù con forza i pantaloni mettendo in esposizione le mie mutande bianche, su cui la pre eiaculazione aveva cominciato a formare una grande macchia bagnata.
Tenendomi in equilibrio con la mano sinistra appoggiata al letto, usai la destra per aprirgli i jeans. Lui inarcò leggermente la schiena e tirò giù alle ginocchia i pantaloni. Accolsi l’indicazione a caddi sui gomiti, permettendo al mio torace di incontrare il suo.
Lo sentii muscoloso contorcersi sotto di me mentre ci baciavamo più profondamente.
L’attrito dei nostri cazzi che si strofinavano insieme attraverso la sottile stoffa delle mutande, mi stava facendo impazzire.
Bryan usò la sua maggiore forza a suo vantaggio e ci fece rotolare come una cosa sola in modo da essere lui di sopra.
Interruppe il nostro bacio e si alzò un po’.
“Walter, sei così bello!” Disse mentre faceva correre le mani su e giù sul mio torace.
In una delle sue carezze verso il basso andò alle mie mutande. Abbassò là la faccia e lo sentii seppellire il naso contro le mie palle mentre inspirava il mio profumo muschiato. Le sue labbra tracciarono il contorno del mio uccello che tendeva la stoffa. Come un mago che tira via una tovaglia, lui tirò giù rapidamente i miei boxer e come azionato da una molla il mio pene schiaffeggiò leggermente i miei addominali. Bryan continuò a carezzare in estasi il mio cazzo nudo con la sua bocca calda. Gemetti di piacere.
“Mmm, Bry sei stupendo. È così bello. Oh sì.”
La sua testa continuò a muoversi su e giù per un po’. Io inarcai leggermente la schiena mentre la pressione aumentava nelle mie palle. Improvvisamente lui si fermò e mise di nuovo la sua faccia vicino alla mia.
“Perché ti fermi?” Chiesi.
“Non voglio che tu venga troppo presto. Stavo lavorando bene, vero?”
“Altri dieci secondi ed ero spacciato.”
“Io voglio scoparti, Walter.”
“Bry, non so…”
“Rilassati. Lo faremo lentamente, potrai avere tu il controllo. Dov’è il lubrificante?”
Dopo qualche secondo la bottiglia fu trovata.
Nel frattempo lui era sgusciato fuori da jeans e boxer ed eravamo ambedue nudi.
Bry ritornò ai piedi del letto ed invece del mio cazzo, cominciò a leccare il mio buco del culo.
Io mi contorcevo in estasi.
“Aaah… cosa stai f…facendo?”
“Non preoccuparti, sto solo controllando i tuoi riflessi.”
Lubrificò il suo pollice e cominciò a spingerlo nel mio stretto buco vergine.
Io squittivo un po’ per il dolore. Ma poi il dolore diminuì e cominciai a sentire che mi stava massaggiando la prostata.
“Ora é ok.”
Si sdraiò sulla schiena, schizzò una generosa quantità di lubrificante sul suo uccello e la strofinò su e giù.
Era una visione eccitante nel brillare del chiaro di luna.
“Ora, controlla tu il ritmo, mettiti su di me.”
Io mi misi a gambe divaricate come prima.
“Siediti. Lo senti contro il tuo buco?”
Io accennai col capo e mi spinsi in giù sul suo cazzo.
Ci fu di nuovo un dolore iniziale ma continuai a scendere lentamente.
Dopo quella che sembrò un’eternità lui fu completamente dentro di me. E fu veramente bello.
“Rimani così per un minuto finché non ti sarai rilassato un po’”.
Schizzò del lubrificante sul mio cazzo che era duro a sufficienza da rompere una finestra; lo spalmò sulla mia verga facendomi contorcere per il piacere.
“Mmmm…” Gemetti.
“Vuoi che ti scopi?”
“Sì, Bry.”
“Facciamolo. Cavalcami, Walter. Usami come un dildo.”
Cominciai a muovermi su e giù lentamente, facendo entrare ed uscire la sua verga dal mio culo.
“Così, Walter. Mmm che bello!”
“Sì, Bry. Tu sei il mio sex toy. È così bello sentirti dentro di me!”
Presi il ritmo e lui cominciò a muovere le anche con me, ad incontrare le mi spinte verso il basso con rapide spinte verso l’alto.
Io misi i gomiti ai lati della sua faccia e ci baciammo.
Il sudore cominciò a gocciolare dal mio torace sopra quello cesellato di Bryan. Vedevo che la sua fronte era bagnata di sudore.
Ci guardammo profondamente negli occhi, c’erano pochi centimetri tra le nostre facce ed il ritmo accelerava sempre più.
“Walter…”
“Sì?”
“Oh, Walter… Sto per sborrare….”
“Sì, Bry. Fallo! Mettimelo dentro! Sì!” Mormorai spingendo la mia bocca contro la sua.
Bryan cominciò a pompare il mio cazzo che era bagnato di lubrificante e sudore.
Inarcò la schiena e spinse profondamente dentro di me, mentre io spingevo in giù un’ultima volta per poi sedermi su di lui.
“Unngh!” Gridò, la sua faccia si contorse in estasi. Sentivo il suo cazzo pulsare dentro di me quando sprizzò il suo seme nei miei intestini.
Mentre mi riempiva col suo sperma caldo, la sua mano pompava la mia verga e mi spedì sull’orlo.
Emisi un grido mentre il mio uccello si agitava nell’orgasmo.
La prima scarica della mia eruzione colpì il muro dietro alla sua testa e la seconda lo colpì sulla guancia.
Riuscii ancora a schizzare sopra il suo torace e nella sua mano.
Non avrei mai potuto immaginare di poter generare tanto sperma.
Crollai su di lui che era sdraiato ansimante sotto di me.
I nostri toraci si alzavano ed abbassavano insieme esausti, il nostro sudore ed il mio sperma si mescolavano.
“Ti ho sognato a lungo, Walter. Ma non immaginavo che sarebbe stato così bello!
Ci baciammo e ci addormentammo uno nelle braccia dell’altro.

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