Da imprenditrice a schiava! 02

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Da imprenditrice a schiava! 02
Purtroppo non è stato solo un sogno, al risveglio il mio primo pensiero è stato a quello che è successo la sera prima.
Chissà cosa pretenderà ancora da me Andrea, per il momento mi conviene assecondarlo.
Come ordinato, indosso un vestitino floreale con una bella scollatura, sotto perizoma bianco leggermente trasparente e reggiseno coordinato.
Vado al lavoro e mi dirigo diretta nel mio ufficio, sembra una mattina come tutte le altre, Andrea mi saluta come se qualche ora prima non fosse successo niente.

La giornata scorre nella più completa normalità, verso metà pomeriggio mi arriva un messaggio sul nostro sistema di posta elettronica aziendale: “Inventati una scusa e chiedimi davanti a tutti di restare finito il lavoro”.
Ecco siamo al momento cruciale, lascio passare una mezz’ora e poi prendo forza e mi affaccio dal mio ufficio. «Andrea, ho bisogno che stasera di fermi un po’ di più, così finiamo di discutere di quella tua idea di cui mi parlavi ieri sera»
«Ok, non c’è problema»
«Vuoi che mi fermi anch’io?» mi dice Denise, la mia responsabile amministrativa.
Non me lo aspettavo, improvviso «No, non serve, ne devo discutere prima con Andrea, poi, appena definita la cosa, ci servirà anche il tuo aiuto, anzi l’aiuto di tutti» Mi è venuta proprio una bella risposta diplomatica.
«Ok allora, non vedo l’ora di sapere cosa avete in mente»

Passano le 18.30 e finalmente arriva Andrea, sono allo stesso tempo impaurita e curiosa di sapere quello che mi aspetta. Lui si accomoda sulla sedia di fronte alla mia scrivania.

«I tuoi colleghi?»
«Stanno tutti uscendo»
«Qualcuno sospetta qualcosa?»
«Perchè dovrebbero? Anche se Denise mi ha guardato in maniera strana, forse non le piace che tu abbia dei segreti con me»
«Lo sai che lei è il mio braccio destro, ogni cosa succede qui dentro lei ne è sempre informata»
«Non ti preoccupare, a tempo debito saprà tutto anche lei»
«Cosa intendi dire?»
«Niente, almeno per il momento»
Non insisto, sono già incasinata di mio non desidero sapere cos’altro passa per la testa ad Andrea.
«Allora, vedo che ti sei vestita come ti ho detto… e sotto? Hai fatto come ti ho detto?»
«Avevo altra scelta?»
«Certo che ce l’avevi, ma penso che questa soluzione sia molto più piacevole. Per entrambi!»
«Cos’hai in mente?»
Mi fa un cenno con la mano «Alzati e vieni qui» mi alzo dalla mia poltrona, faccio il giro della scrivania e mi piazzo davanti a lui.
«Fai due passi indietro, così ti posso ammirare meglio»
Ubbidisco
«Sfilati il vestito»
Sposto le spalline del mio vestito e lo lascio scorrere lungo il mio corpo e cadere ai miei piedi. Resto davanti a lui solo in perizoma e reggiseno.
«Meravigliosa. Sai, immaginavo che per quello che ti saresti aspettata avresti messo dell’intimo il meno sexy possibile, invece hai messo della biancheria da sballo.»
Ha ragione, non ci avevo pensato, potevo mettere delle mutande normali e uno di quei vecchi reggiseni che ho nel cassetto ed invece mi sono agghindata come se partecipassi ad una sfilata di sexy lingerie.
«Girati lentamente su te stessa» Comincio a ruotare, quando sono con il sedere di fronte a lui sento la sua esclamazione «Wow! Ferma così. Addirittura in perizoma! Hai un culo fantastico, ho sempre detto che la corsa ti faceva bene, lo hai rassodato in maniera incredibile, un anno fa non era così!»
Lusingata lo ringrazio «Grazie, in effetti tutti quei km di corsa hanno portato qualche beneficio» Apprezzo veramente il suo complimento, ha faticato un bel po’ per rimettermi in forma e mio marito praticamente non se ne è neanche accorto.
«Voltati, vieni qui»
Mi avvicino a lui, mi mette le mani sui fianchi e mi guarda negli occhi «Sei bellissima» incredibile, sto arrossendo, mi sta mettendo in imbarazzo, da quant’era che un uomo non mi faceva un complimento così, guardandomi negli occhi? Non riesco a rispondergli e sto diventando sempre più rossa in viso.
«Devi scusarmi per ieri sera, lo so, sono stato un po’ violento, ma dovevo sfogarmi e fartela pagare per questi due anni in cui sei stata veramente una stronza, ci hai trattato tutti come delle merde ed era giusto che mi prendessi la mia rivincita.» probabilmente ha ragione ma dopotutto l’azienda è mia ed è giusto che loro subiscano le mie sfuriate se qualcosa non viene fatto come si deve.
Mi tira verso di lui e comincia a baciarmi e mordicchiarmi la pancia, i brividi mi corrono lungo la schiena. Allunga le sue braccia lungo la schiena fino ad arrivare alla chiusura del mio reggiseno, con un colpo deciso la apre, accompagna le spalline lungo le mie braccia e me lo sfila. Adesso ho le mie tette proprio davanti il suo viso, le guarda qualche secondo incantato, scuote la testa e sospira come se non gli sembrasse reale. Poi le afferra con le mani e le accarezza delicatamente, inizia a baciarmi i capezzoli e a succhiarli, ogni tanto sento i suoi denti stringersi attorno ai capezzoli ma senza farmi male.
Questa sua delicatezza mi sta facendo eccitare, non sembra l’uomo che ieri mi ha costretto ad un pompino al limite del soffocamento.
Le sue mani scendono lungo i miei fianchi, arrivano al perizoma e me lo sfilano. Mi allontana un po’ per osservare meglio com’è venuta l’opera di “disboscamento”, annuisce soddisfatto, «Perfetta, lo sapevi che così eri da sballo.»
Da un colpetto sopra la scrivania con la mano e mi dice «Siediti qui», appoggio il sedere alla scrivania, lui mi afferra le gambe e me le alza in modo da avere la mia figa bene aperta all’altezza del suo viso, io per non perdere l’equilibrio appoggio le braccia indietro.
Andrea infila la sua testa tra le mie gambe ed inizia a leccarmela, sento la sua lingua prima sul clitoride, poi la sento infilarsi dentro la mia figa. Il piacere aumenta fino a che raggiungo un orgasmo incontenibile, nella foga afferro la testa di Andrea e la tengo schiacciata sul mio sesso e stringo le gambe, non voglio che smetta. Non riesco a credere a quello che ho provato, mio marito non mi fa mai venire così, quanto tempo ero che un uomo non mi faceva godere in questo modo? Saranno passati più di dieci anni. Ricordo uno dei miei fidanzati dell’università a cui piaceva farmi godere così.
Appena lo libero dalla morsa delle mie gambe si rialza e si cala i pantaloni assieme agli slip, strofina un po’ il suo cazzo sulla mia figa e poi mi penetra, il suo membro entra senza difficoltà, lubrificata com’è dalla sua saliva. Mi scopa con forza e vigore, io distesa sulla scrivania e lui in piedi. Ad un certo punto mi infila una mano sotto la schiena, mi afferra, mi alza e si siede sulla poltrona con me sopra e senza mai sfilarsi da dentro di me.
«Scopami» mi dice, comincio a muovermi su e giù, ogni volta che scendo sento il suo pene entrarmi sempre più in profondità, mi piace, aumento il ritmo, lui mi chiede «Prendi la pillola?»
Annuisco «Si».
«Allora continua così» dopo poco lo sento ansimare e il calore del suo sperma riempirmi il ventre. Mi sfilo e il suo seme mi cola lungo le gambe.
Lo guardo soddisfatta, era un bel po’ che non mi facevo una bella scopata, peccato non essere venuta di nuovo. Faccio per prendere i vestiti e rivestirmi, lui mi blocca «Non abbiamo finito, ripuliscimelo».
Ingenuamente chiedo «Come?»
E lui sorridendo «Con la tua fantastica lingua.»
Mi inginocchio davanti a lui e comincio a leccarglielo e lo ripulisco da ogni goccia di sperma che ancora gli cola dal membro. Il mio lavoretto ha l’effetto di indurirlo di nuovo.
Alzo lo sguardo verso di lui e lo guardo compiaciuta.
«Fai sesso anale?» mi chiede.
«Non ultimamente» rispondo un po’ allarmata.
«Da quanto non lo fai?»
«Con mio marito non l’ho mai fatto.»
«Perchè?»
«Quando lui me lo chiedeva io rifiutavo e col tempo ha smesso di chiedermelo.»
«E da quanto siete sposati?»
«Quasi dodici anni.»
«E prima?»
«Ho avuto qualche esperienza con qualche fidanzato precedente ma era una pratica che non mi entusiasmava»
«Si vede che non era fatto bene.»
Così dicendo mi tira su, mi gira e mi mette a novanta gradi sulla mia scrivania.
Mi apre i glutei con le mani e comincia a leccarmi l’ano, sento la sua lingua infilarsi dentro, cerca di lubrificarmelo meglio che può, si stacca e sento un suo dito infilarsi nel mio buchetto, poi le dita diventano due e si fanno strada un po’ a forza nel mio culo.
«Si sente che è da un bel po’ che non lo prendi dietro, è praticamente chiuso, cerca di rilassarti così non ti farà male»
Cerco di farlo e piano piano le sue dita dentro di me riescono a muoversi più liberamente.
«Ecco, così va bene. Devi sapere che d’ora in poi il sesso anale sarà per te una pratica normale, anzi mi sa che lo prenderai più in culo che nella figa. Chissà quanti si sognano il tuo culo da favola e non vedono l’ora di farselo.»
Non afferro il senso di quella frase, sono troppo concentrata ad assaporate le sue dita che si muovono dentro di me. Finchè non le toglie, si alza dietro di me e lo sento avvicinare il suo pene al mio culo e quasi senza preavviso me lo infila dentro.
«Ahi» e mi mordo un labbro.
«Te l’avevo detto di rilassarti…»
Comincia così a scoparmi il culo, con io che mi tengo alla mia scrivania e le mie tette appoggiate sul piano freddo. Ogni tanto lo sfila completamente, aspetta che il mio culo si rilassi leggermente e si richiuda e poi me lo ributta dentro. Sarà andato avanti così una ventina di minuti, era già venuto prima, ora ci mette un po’ di più a venire, ho il culo in fiamme, non c’è più lubrificazione ma finalmente lo sento venire, anche questa volta dentro di me.
Fa appena a tempo a sfilarsi da dentro di me che sento il mio cellulare squillare, lo afferro e rispondo ancora sconvolta «Ciao Amore, si scusa sono in ritardo, dovevo assolutamente finire un lavoro. Ok adesso parto, Ciao.»
«Era mio marito.»
«Per oggi abbiamo finito, puoi ricomporti e andare. Ci vediamo domani.»
Anche lui si riveste, lascia il mio ufficio e se ne va.

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