Eli e Silvì due sorelle ed un’estate calde 9

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Eli e Silvì due sorelle ed un’estate calde 9
La mattinata fu piacevole tra me e mia sorella c’era un affiatamento mai avuto, le chiesi se avesse raccontato a Matteo quello che era successo nel bagno, ma lei mi disse che non serviva che lo sapesse e che era una cosa solo nostra.

All’ora di pranzo ci fermammo a sulla spiaggia, mangiammo solo un gelato perché avevamo deciso di andare a cena fuori.

Il pomeriggio fu molto divertente giocammo prendemmo il sole e riuscimmo perfino a convincere Silvì a fare il bagno.

Tornammo a casa verso le sei facemmo i turni per le docce e dopo qualche chiacchiera sul terrazzo andammo a cambiarci per andare a cena.

Quella sera non sapevo proprio come vestirmi così chiamai mia sorella, le feci vedere quello che tenevo, mia sorella guardò tutte le alternative poi prese una mini di jeans, poi andò in camera sua e si presentò con una maglietta che non avevo mai vista, era un rettangolo con dei laccetti che si legavano dietro lasciando tutta la schiena nuda, mi disse:” cosi sarai bellissima!” si girò e se ne andò.

Mi cambiai mettendo quello che aveva scelto lei, poi sentii bussare alla mia porta era Matteo che aprì la porta e mise dentro la testa, rimase un secondo a fissarmi poi mi disse che mi stavano aspettando.

La cena fu ottima scegliemmo un ristorante nella zona alta di Positano dove non si vedeva il mare, ma ci stava una piccola orchestrina che girava tra i tavoli e cantava canzoni Napoletane ridemmo scherzammo e bevemmo tantissimo alla fine della cena riuscimmo a scolarci una bottiglia di vino.

Usciti ci dirigemmo verso il centro dove sia per i vicoli che sulla spiaggia la confusione non manca mai, ci sedemmo in un bar vicino la spiaggia dove ancora allegri per il vino prendemmo dei cocktail, la serata trascorse velocemente.

Ballammo ridemmo e bevemmo tutta la serata, ci furono diversi ragazzi che mi offrirono da bere, ma quella sera non avevo voglia di fare nulla se non ballare.

L’unico imprevisto della serata fu un ragazzo Francesco un ragazzino bassino brufoloso appiccicoso che mi si mise alle costole cercando in tutti i modi di approcciarmi, credo di non aver mai conosciuto un cretino di tale maniera. Cercava di ballarmi vicino atteggiandosi da grande latin lover dall’alto del suo metro e cinquanta scarso per un quintale di peso, capivo che si avvicinava dal tanfo di alcol sudore e profumo.

Cercai di levarmelo da dosso gentilmente varie volte finché non intervenne Matteo che prima cercò di convincerlo parlandogli, ma data la scarsa intelligenza del soggetto furono parole buttate al vento, ma appena Matteo usò un po’ di maniere forti da piccolo cacasotto scappo a gambe levate.

Tornammo a casa verso le 5 del mattino la scalinata che ci portò a casa sembrava non finisse mai, Silvì era in uno stato di ubriaca seria, io sull’euforica, mentre Matteo sembrava abbastanza sobrio.

Rientrati in casa andammo subito a cambiarci io appena entrata in camera mi buttai sul letto ero distrutta mi ci volle più di un quarto d’ora per recuperare le forze di cambiarmi, quando ci riuscii avevo un impellente bisogno di andare in bagno.

Uscii dalla stanza la porta della camera di Silvì era aperta, mi diressi verso il bagno, la porta era appannata la luce era accesa, ma non ci feci molto caso, spinsi la porta, dentro vidi Matteo che si stava levando i boxer, lui non si accorse della mia presenza ed io rimasi lì a guardarlo.

Era in piedi di schiena tra la doccia ed il lavandino si sfilò i boxer e li getto per terra, il suo sedere era scultoreo, altre volte ci avevo buttato l’occhio, ma nonostante l’avessi visto nudo altre volte non mi ero mai soffermata a guardarlo attentamente, riuscivo ad ammirare la sua schiena muscolosa e quel culetto marmoreo lasciato bianco dal costume.

Rimasi a guardarlo mentre si lavava il viso, se avesse alzato lo sguardo mi avrebbe vista riflessa nello specchio, ma non mi importava, la visione valeva il rischio.

Ero ferma ad osservare quel corpo nudo sentivo il freddo del pavimento a contatto con i miei piedi nudi.

In quel momento sentii una mano sul mio fianco, mi girai era Silvì che mi fece cenno col dito di non fare rumore, insieme continuammo a guardare, Matteo che si asciugò il viso poi si diresse al water e incominciò a fare pipì.

Silvì si stacco da me ed entrò nel bagno si mise dietro di lui, gli mise una mano sulla spalla e gli diede un bacio sulla guancia, vidi la mano di mia sorella scivolare sulla schiena di Matteo che di spalle continuava a fare pipì, la mano di mia sorella passava disinvolta da una chiappa all’altra risalendo poi sulla schiena.

Appena lui finì il suo bisogno mia sorella porto l’altra mano verso l’inguine di Matteo, lui cercò di girarsi, ma mia sorella gli fece cenno di non farlo.

Io ero lì imbambolata a guardare quel bronzo di Riace, non riuscivo a far altro che gustare con gli occhi quel fisico scolpito da anni di sforzi, ero gelosa di mia sorella perche lei poteva anche toccarlo.

Con la mano che teneva sul sedere di Matteo Silvì mi fece cenno di avvicinarmi, mi mossi senza nemmeno ragionarci, Matteo girò il viso, credo che solo in quel momento si accorse della mia presenza, mi misi vicino a mia sorella, ora potevo capire che con l’altra mano teneva stretto il cazzo di Matteo e lo stava masturbando.

Non sapevo cosa fare, avrei voluto toccarlo, ma avevo il timore che mia sorella mi volesse solo come spettatrice, così rimasi ferma a guardare.

Silvì mi stupii prese la mia mano e la poggio sulla schiena di Matteo mi guardò e con un sorrisetto mi disse:” non è bellissimo?!” io le risposi con un sorriso tra l’imbarazzato e l’affermativo.

Iniziai ad accarezzare lentamente la schiena incontrando ogni tanto la mano di Silvì fino a giungere al sedere, era perfetto.

Dividevo il sedere di Matteo con la mano di mia sorella, lei mi guardava compiaciuta e divertita, mi afferrò con una mano per nuca per farmi avvicinare a lei, tirandomi fui costretta ad appoggiai a Matteo, mi baciò.

Rimasi appoggiata alle spalle di Matteo per tutto il bacio, sentivo il calore e la durezza di quel corpo e la forza della mano di Silvì che mi stringeva alle sue labbra, quando mi lasciò mi sorrise.

Iniziai a baciare la schiena di Matteo, avevo il timore che mia sorella non volesse quindi scendevo piano per gustarmi ogni centimetro di pelle, Silvì non mi fermò anzi mise una mano sulla mia testa facendomi inginocchiare d’avanti al sedere di Matteo.

Mi ritrovai inginocchiata con quel culetto fantastico d’avanti agli occhi, le mie mani non si erano mai staccate da suo corpo, iniziai a baciare le chiappe, fu troppo forte la tentazione di dare un morso, Matteo fece un piccolo saltello Silvì mi guardo e mi disse:” non me lo sciupare” se non fossi stata troppo occupata a leccare e a baciare quel culetto avrei riso.

Matteo si spostò leggermente, io rimasi a coccolare il suo culetto, vidi che lui mise le mani sulle spalle di mia sorella per farla inginocchiare d’avanti a lui.

Stavamo nel bagno io e mia sorella inginocchiate a far godere Matteo il quale si godeva le nostre attenzioni.

Le mia mani scorrevano sulle sue gambe, sulla schiena e sul sedere,ma le mie labbra erano calamitate sul sedere mentre mia sorella aveva una mano sul bacino e con l’altra teneva l’asta di Matteo.

Vidi Silvi mettere una mano sulla gamba di Matteo e fargli cenno di alzarla, lui la alzò e la mise sul water.

Avevo il sedere aperto di Matteo e nonostante non avessi mai pensato di farlo mi ci tuffai.

Iniziai a leccare l’ano, mentre con le mani continuavo a stringergli le chiappe, ogni tanto la mia lingua incontrava le dita di mia sorella che si facevano strada.

Passarono pochi minuti e sentii piccole contrazioni sintomo che Matteo stava per venire, dopo poco un urlo soffocato e mia sorella che si fermò fu sintomo che aveva avuto un orgasmo.

Silvì si alzo così mi alzai anche io, lui si sedette sul water aveva il cazzo non totalmente duro, ma comunque era invitante, mia sorella senza alcun preavviso mi tirò a se e mi diede un bacio, la sua bocca sapeva di sperma era eccitantissimo la sua lingua accarezzava la mia con la solita dolcezza, ma allo stesso tempo quel bacio fu passionale e rude.

Si staccò da me e guardando Matteo mi disse:” scusa se non ti ho lasciato modo di assaggiarlo” io guardai Matteo seduto che ci guardava sconvolto, così mi inginocchiai presi in mano il cazzo semi duro, guardai Silvì e dissi:” permetti che pulisca?” lei mi rispose con un sorriso girai il viso, scoprii la cappella e iniziai a leccare, visto che non era proprio duro riuscii a farlo entrare tutto in bocca.

Non volevo farlo venire nuovamente volevo solo lanciare il messaggio a mia sorella.

Mi alzai diedi un bacio a mia sorella e le chiesi se avremmo dormito insieme, mi diede la mano ed andammo in camera da letto

Quella notte dormimmo tutti e tre insieme.

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