La moglie de Rabbino

Brunette

La moglie de Rabbino
I vicini di posto di un lungo volo intercontinentale sono importantissimi. Esperienze dirette precedenti insegnavano che un vicino o vicina sgradevole o invadente possono rendere il viaggio stesso un autentico incubo. D’altro canto avere vicino per un così lungo tempo una donna sexy & simpatica può essere l’occasione di un piacevole flirt. Per questo, una volta salito sull’aereo su cui dovevo stare per lunghe 13 ore, il vedere che accanto al mio posto di corridoio vi erano ancora tre posti liberi mi rendeva sia preoccupato che intrigato. Una volta seduto, avevo visto arrivare numerosi passeggeri ritardatari, i quali tuttavia non risultavano essere i miei vicini, posizionandosi altrove. All’approssimarsi dell’orario di partenza, risultavano oramai liberi solo i tre posti della mia fila, più altri due nella fila di destra posta vicina al finestrino. La mente giustificava ciò pensando, o ancor meglio sperando, in una bizzarria del sistema di booking, che magari questa volta mi lasciava la possibilità di godere di spazio libero sufficiente per distendermi per il sonnellino di rito, utile per bilanciare il jet-leg di 6 ore di fuso orario. Tale speranza veniva però mortificata dall’arrivo degli ultimi passeggeri, preannunciato da un eccitato vociare che si avvertiva avvicinarsi sempre di più. Eccoli! Che disastro! I passeggeri che avrebbero occupato i cinque posti rimanenti erano i componenti di una famigliola composta da 3 marmocchi s**tenati apparentemente tra 3 ai 7 anni, papà e mammina. Il papà era poi chiaramente un rabbino ortodosso, con tanto di cappello a falde larghe, boccoli cadenti, cappotto fuori stagione e un pacco di libretti in mano che teneva stretti stretti. La mammina, dall’aria decisamente sconvolta, mi fece subito molta tenerezza. Bionda, con i capelli raccolti, esile, occhi cerulei, cercava di gestire lei i bimbi e le valigie.
Era vestita con una camicetta a fiori, e pantaloni morbidi colorati: un vestiario che giudicai in netto contrasto con il completo da beccamorto indossato dal marito. Due marmocchi furono posizionati nella fila vicino al finestrino. Quindi mamma, papino e il più piccolo dei figli, quest’ultimo decisamente il più s**tenato del gruppo, erano destinati a starmi vicino. Disperavo di avere quella peste al mio fianco per tutto il viaggio! E anche la vicinanza del riccioluto rabbino non mi entusiasmava. Comunque questo mio pensiero venne distolto
dall’angoscia evidente impressa sul volto della mammina, la quale, ormai disperata, non sapeva dove collocare il bagaglio a mano, pratica verso la quale il rabbino non mostrava alcun interesse. Ricordandomi che in un alloggiamento vicino vi era ancora spazio libero, richiamai l’attenzione della donna, dalla quale, discorrendo in inglese, mi feci consegnare gli ultimi zaini per sistemarli in modo definitivo. La donna mi ringraziò con un sorriso dolcissimo. In quel momento mi accorsi di quanto fosse bella: ….e forse infelice. Potete immaginare comunque la mia soddisfazione quando lei prese posto accanto a me, lasciando il rabbino e figlio a distanza di sicurezza. La situazione non sembrava lasciar spazio a intrighi sexy, ma almeno il viaggio sarebbe stato tranquillo. Dopo il decollo, tutto scorreva tranquillo e lungi da me l’idea di infastidire la madre con il figlio accanto. Tuttavia, durante la distribuzione della cena, mi vidi “costretto” a passare il vassoio alla mia vicina, la quale dopo avermi ringraziato con un altro sorriso dolcissimo e un po’ birbante, …da KO tanto per intenderci…, cercò di scambiare qualche frase di commento sul cibo, cosa non facilitata dal fatto che lei sapeva in realtà parlare solo spagnolo, lingua che al tempo conoscevo poco. Finito il pasto il bimbo cominciò a s**tenarsi come non mai, e lei dovette prodigarsi con tutte le sue energie nel vano tentativo di calmarlo e farlo dormire. Ancora una volta il rabbino parve non curarsi dei problemi familiari. Anzi, cominciò a recitare orazioni leggendo i libretti che teneva stretti stretti, mormorando le preghiere sottovoce e scuotendo la testa. La cosa dopo un po’ non attirò più la mia attenzione, e mi concentrai sulla visione di un film, indossando le cuffie per l’ascolto. Passata una mezz’ora il film fu interrotto da una comunicazione del capitano, che preannunciava turbolenze. Fu allora che mi girai verso la donna alla mia destra e vidi che, mentre il rabbino era ancora intento nelle sue convinte orazioni, lei giaceva, volta verso di me, con la testa volta verso di me,appoggiata sulla sua mano destra, la quale era sorretta dal braccio incernierato al bracciolo di destra: mi fissava, molto, ma molto intensamente… . Appena mi girai verso di lei, fece con la testa un rapido cenno verso verso destra, chiaramente indicando il marito, chiuse gli occhi, sbuffò e scosse il capo dando chiaro segno di irritazione nei suoi confronti. Un tale palese comportamento mi sorprese. La guardai ancora e mi sorrise. Il suo modo di vestire ora mi sembrava chiaramente un atto di insubordinazione. Evidentemente non lo sopportava più, o forse mai lo aveva sopportato. E cominciarono a nascere in me idee in merito alla possibilità che essa avesse amanti con i quali soddisfaceva la sua voglia di libertà’ e di sesso spensierato. La cominciai a guardare da un altro punto di visita, e mi rendetti conto che sotto la camicetta dovevano esserci due seni tondi tondi, una terza abbondante, corredati da due capezzoli appuntiti, i quali increspavano in modo molto evidente il tessuto. Incrociando ancora il suo sguardo, ella inizio’ a giocare con i suoi capelli, cosa che avevo da tempo imparato a riconoscere come evidente segnale di eccitazione in una donna. Ancora una volta pero’ la presenza del bambino mi blocco’. Cosi’ al posto di continuare l’incrocio di sguardi, decidetti di provare a mettermi a dormire: cosa che riusci’ a perseguire dopo un paio di cordiali bevuti. Dopo un’oretta però mi risvegliai. Tutti intorno a me dormivano e l’oscurita’ regnava. Ma subito mi resi conto di una situazione che mi lasciò davvero sorpreso. Anche la mia vicina si era addormentata, o forse fingeva di farlo. La tremendina però s’era davvero messa in una posizione particolare. Infatti, con la testa era rivolta verso il bambino, ma il culetto era tutto disposto verso di me, in modo innaturalmente rialzato. Di fatti, le sue natiche giacevano beatamente appoggiate al bracciolo che ci divideva, permettendomi la visione quasi totale del suo culo. Era cosi’ vicino, e i pantaloni cosi’ aderenti, che potevo studiare il dettaglio delle sue natiche e del suo sesso: cosi’ ovviamente feci, con crescente eccitazione, accorgendomi, tra l’altro, della mancanza di increspature che rivelassero la presenza di mutandine: la porcellina quindi o non aveva mutandine o aveva un perizoma. La cosa mi eccito’ ancor di piu’: l’uccello comincio’ ad indurirsi e decidetti che se la bimba voleva giocare l’avrei accontentata. Mi tirai fuori il cazzone dai pantaloni, avendo cura di coprirlo con una coperta, e cominciai a masturbarmi. Divenne subito duro, e la cappella umida e lucente aveva tanta voglia di quel culetto cosi’ spudoratamente esposto davanti alla mia bocca. Mentre continuavo a masturbarmi cominciai ad annusare il ciò’ che il fato benigno avevo posto così voglioso e tondo nelle mie vicinanze, insistendo in particolare nella fenditura tra l’ano e la fica. Il promontorio di quest’ultima era chiaramente visibile sulla superficie dei pantaloni stretti, e il suo odore dolce e pungente mi faceva concludere che essa doveva essere sicuramente molto bagnata. Fui tentato …e non resistetti: così, dopo aver estratto la lingua, l’appoggia alla fica, vibrando poi due leccate energiche dal basso verso l’alto. Dopo mi staccai, in trepidante attesa della reazione: che fu incredibilmente positiva! La donna scosse leggermente le natiche, e senza alzare la testa emise due mugolii di sicuro piacere. Allora, dopo essermi ancora guardato attorno, appoggiai la bocca sul sesso di lei, e cominciai a “mangiarlo”, leccarlo, succhiarlo. I mugolii e l’ondeggiare crescente del culo dimostravano il gradimento della cosa da parte sua. Volevo penetrare il suo sesso. Ma come? Così come era posto risultava troppo in alto, troppo esposto. Pensai allora di alzare il bracciolo. Cosi’ feci, facendo scivolare il culetto della mammina sul sedile. Lei assecondò l’operazione senza muovere la testa, accompagnando la cosa con solo sospiri profondi. A quel punto mi misi su di un fianco e strofinai l’uccello duro duro sulle sue natiche. La cosa fu accompagnata dalla esclamazione di un “ah!!” che era un insieme di sorpresa e voglia. Era un via libera, una supplica di andare oltre. Allora con due mani presi l’orlo dei calzoni e glieli abbassai, con molta meno difficoltà di quanto temessi, perché in realtà essi erano sostenuti solo da una fascia elastica. A quel punto avevo davanti a me un meraviglioso culo, giovane, fresco voglioso, con un sottile filo di perizoma che rendeva solo piu’ eccitante la visione del buco del culo e della fica gonfia di voglia. Affondai senza piu’ esitare il dito in quest’ultima. Una scossa attraversò il corpo della donna, che poi scivolò ancora piu’ vicino a me. Annusai l’odore del suo sesso sul mio dito, succhiandolo subito dopo. Mi leccai tutte le dita della mano destra, che un attimo dopo erano sul suo sesso, cercando in modo dolce, ma allo stesso tempo deciso, di farsi largo. La donna emetteva a questo punto mugolii molto forti, che forse avrebbero potuto farci scoprire. Allora le accarezzai la testa, emettendo un “sssssshhhh”. Lei capi’ e comincio’ a soffocare i suoi sospiri, probabilmente mordicchiandosi le labbra. Continuai allora ad affondare le dita nel suo sesso, che a questo punto inizio’ a sgocciolare in abbondanza!! Il corpo di lei era ormai percorso da onde di piacere che la facevano contorcere come una anaconda che nuota nel rio delle amazzoni. Aumentai Il ritmo del mio massaggio, a cui corrispose un aumento del suo contorcersi. Estrassi la mano dal suo sesso, e mi cosparsi il suo umore sul volto: leccai le dita, succhiandomi poi in modo osceno il pollice, con un piano in mente. Infatti, le infilai di nuovo le quattro dita dal mignolo all’indice nella fica, ma cominciai a giocare con il suo buco del culo con il pollice. Quest’ultimo non fece fatica a farsi strada, dimostrando come la porcellina non fosse novella al sesso anale. Con questa disposizione, aumentai sempre di piu’ il ritmo del massaggio. Potevo cogliere il piacere crescere in lei attimo dopo attimo, senza che essa alzasse mai la testa. Il mio cazzo vogliosissimo era vicino all’orgasmo, cosa che invece fu raggiunta prima da lei, la quale nel momento dell’estasi diede due secchi colpi di anca contro il sedile, accompagnati da gridolini di piacere, che quasi destarono suo figlio. Mi leccai di nuovo tutte le dita, in particolare il pollice, e dopo aver preso il sacchetto a disposizione dei passeggeri in caso di nausea vi infilai l’uccello menandolo con molta energia, fino a raggiungere l’orgasmo sottolineato da copiosi getti di sborra! Mi rivolsi verso la donna, la quale stava ancora ansimando. Non potevo stare in quelle condizioni. Quindi mi alzai e andai in bagno per pulirmi e gettare il sacchetto. Al mio ritorno la donna aveva di nuovo abbassato il bracciolo, e si era coperta con la copertina di lana. Felice, mi addormentai. La mattina fui svegliato dalla hostess che serviva la colazione. Con un attimo di esitazione mi voltai verso destra, vedendo che la donna stava spezzando una tortina al suo bambino. Questo mi frenò l’eccitazione e decisi di far finta di nulla. Finita la colazione però, le hostess passarono a ritirare i vassoi. In quel momento, la donna mi toccò la spalla con la mano, porgendomi il suo vassoio da ritirare. Allora, i nostri sguardi si incrociarono, e lei mi fissò intensamente, lasciandosi andare ad un ampio sorriso di intesa e complicità. Atterrammo. Mi sforzai di non guardare la donna per evitare imbarazzi. Dopo il controllo passaporti, nell’area ritiro bagagli vi era un bagno. Decisi di farci un salto per sistemarmi per la giornata. Quando uscì dal bagno, in un’ampia sala che divideva questi dall’area di ritiro bagagli, trovai con estrema sorpresa lei ad aspettarmi. Era li’, surreale, che mi fissava con due grandi occhi blu. Senza dir niente si avvicinò e mi bacio sulla bocca: era palesemente l’ultima cosa che voleva fare. Un bacio lungo, intenso, pieno di voglia ma anche dolcezza. Una volta staccata, mi sussurrò un dolce “adios”, e corse via. Addio piccolo fiorellino, grazie per la meravigliosa avventura!!.

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