Normandia

Amateur

Normandia
Anni ottanta, avevo 19 anni, un bel diploma, capelli lunghi come di moda, finalmente partivo per una vacanza europea, poche le informazioni a disposizione solo orari ferroviari una cartina e un punto di arrivo, un campeggio sulla costa della Normandia, dotato anche di una struttura tipo ostello, in pratica un camerone con otto letti a castello, un tavolo centrale e una doccia comune.
Era un mondo senza cellulari senza internet senza navigatori, certo non era l’africa ma ero da solo e libero.
Il mio aspetto era di un sedicenne tanto che alla dogana svizzera e alla successiva francese mi squadrarono increduli ma il passaporto parlava chiaro la foto era la mia.
Ci volle un giorno intero, era giorno di mercato, mi venne un’ispirazione, volevo dei capi diversi dal solito, una gonna gonna una camicetta, o un bel vestitino.
In principio ero impacciato temevo la reazione disgustata, invece le signore dietro i banchi, si prodigavano in consigli, mettendomi davvero a mio agio persino quando nella bancarella acquistai l’intimo.
per le scarpe, finalmente le mie scarpe ! non quelle prestate dalle cugine, trovai un bel paio di sandaletti con un tacco non eccessivo; gli ultimi acquisti furono un paio di orecchini una collana di perle vere come le banconote da 6 euro, smalto rossetto e trucchi di vari di basso costo.
Via al campeggio, dopo la doccia aprii i miei pacchetti quasi fosse natale sperimentai subito lo smalto, non ero allenato, mi ci vollero ben tre tentativi e una buona dosa di pazienza per ottenere una smaltatura di buon livello di mani e piedi.
La mattina seguente uscii vestito normalmente, con il borsone ricolmo, i pantaloni coprivano le calze il reggicalze il leggero giubbino copriva la camicetta, appena lontano dalla vista, cambiai le scarpe infilai la gonna, riponendo con cura jeans e scarpe. Ero decisamente impacciato mi sentivo osservato ma era solo illusione tutti si facevano i fatti loro, in un paio di giorni acquisii naturalezza uscivo già vestito, iniziai pure a truccarmi. anzi un pomeriggio entrai da una estetista che garantiva “Epilation totale pour hommes et femmes” a prezzi modici.
Era forse il Quarto giorno quando uscendo dalla doccia con il fido asciugamano in vita trovai nella stanza due ragazzi, salutai mi presentai ma solo dopo qualche secondo realizzai che stavano guardando le mie unghie e gli orecchini, per un attimo sentii una strana sensazione di vuoto, ma ormai era fatta.
Mi fecero i complimenti, abbastanza sereno andai a vestirmi, feci cadere l’asciugamano poi iniziai la vestizione, reggicalze calze sandaletti gonna come avessi un appuntamento, uscii salutando allegramente per la passeggiata serale.
Era una sera di vento e mare grosso, il turbinio sotto la gonna mi provocava un effetto mai provato, come una carezza sensuale.
Rientrai mentre la camerata era al buio, solo la luce argentea della luna piena filtrava dagli alti finestroni, di tanto in tanto balenava un debole lampo dovuto al faro sull’isola di fronte.
La flebile luce ricadeva sul mio letto, mentre mi spogliavo percepivo gli sguardi dei due ragazzi protetti dal buio del angolo opposto, udivo anche le risatine e il loro bisbigliare nonostante il ruggito del mare.

MI spogliai lentamente lasciando che i raggi argentei di Selene illuminassero la mia siluette, c’era un piacere nel sentirmi osservato, mi coricai lasciando che il lenzuolo coprisse solo la parte superiore dei miei glutei, la pelle morbidissima e bianca di sicuro brillava nell’oscurità, in più quella sera a completamento avevo approfittato del profumo di una amica conosciuta al porto.
Mi addormentai sereno, avvolto dalla nuvola stupenda di quel misto freschissimo di brezza marina ed essenza di “Poison”.

Non sapevo che ora fosse, mi risvegliai percependo la vicinanza di un corpo, qualcuno spostava delicatamente il lenzuolo, lo lasciai fare fingendo di dormire, appena fui completamente scoperto, una mano delicata mi sfiorò passando dalla schiena alle natiche, quella carezza delicatissima mi provocò un tremito di piacere, l’eccitazione saliva, la mia resistenza era al limite ,appoggiai la mia mano su la sua affinché aumentasse la pressione, allargai la crenatura con due dita evidenziando il buchino, e da ultimo infilai l’indice nel mio sfintere giocandoci un pochino.

Dopo quel segnale chiarissimo, si sistemò dietro di me tentando di penetrarmi ma aveva qualche difficoltà a mantenerlo rigido, nonostante non fossi assolutamente vergine appena lo introduceva al primo movimento gli schizzava fuori.
Forse l’emozione, forse non si aspettava la risposta positiva, probabilmente era la prima volta con un altro dello stesso sesso, e poi quel letto vecchio che gemeva ad ogni movimento a rischio di rompersi.

Urgeva trovare una soluzione, vista la quantità di letti liberi basto buttare uno dei materassi per terra, e lo pose la dove la luce cadeva più intensa, io posizionai sotto la pancia due cuscini, così che il sedere fosse nella posizione ottimale, ci riprovò, riuscì solo a penetrarmi poco.

Aveva davvero bisogno di aiuto e io bruciavo dalla voglia, dolcemente presi la sua cappella in bocca succhiai e diedi dei colpetti con la lingua, reagiva bene, quando poi mi impegnai a leccare per tutta la sua lunghezza quel bel giocattolino, ottenni il miracolo della risurrezione e marmorizzazione del obelisco.

Ora era pronto mi misi in posizione puntò e spinse a fondo, un attimo di sosta e iniziò il meraviglioso gioco del su e giù, sempre più deciso sempre più veloce, lo estraeva e lo riinfilava con precisione era diventato un vero Robin Hood, ci dava con tanta decisione da far sentire lo schiocco delle sue palle contro le mie chiappe.
Lo estraeva attendeva qualche secondo e riprendeva con gli affondi.
Grazie al rumore combinato di vento e mare mi lasciai andare ad ansimi di piacere sicuro di non essere udito ma di eccitarlo di più.

Continuò a incularmi con decisione ed eccolo al culmine spinse in fondo con un gemito di piacere, per ringraziarlo appena uscito da me gli succhia la cappella facendolo impazzzire dal piacere.
Peccato era finita mi sarebbe piaciuto che anche il compagno si fosse unito al gioco, forse non gradiva, almeno così pensavo, ma come sempre la realtà stava per superare la fantasia.
Qualcuno accese una luce e solo allora mi accorsi che nel angolo immerso nel buio totale
oltre al amico del mio dolce inculatore, ben comodi nei letti a castello avevano goduto dello spettacolo altri due stranieri, per lo meno a me stranieri.
Ebbi un attimo di smarrimento, però mi scrollai di dosso l’imbarazzo, li guardai strizzai l’occhio e alzai i pollici in segno di OK!
Mi tributarono un piccolo applauso, io mi sentii rinfrancato, loro diedero il cinque al mio amante, forse perché aveva vinto una scommessa, e per completare risposi con un inchino, che ripetei voltando le natiche agli spettatori allargandole.
Restava solo da fare conoscenza con i due misteriosi spettatori di certo non involontari, quindi coraggio via verso verso di loro mentre la luce fu spenta.
Prima feci conoscenza con quello del letto inferiore, passai quindi all’ abitante del piano superiore, nonostante la fioca luce notai un bel rigonfiamento sotto il lenzuolo, l’ altezza era quella giusta appena si voltò verso di me con la sinistra strinsi la sua mano, con la destra senza dargli il tempo di reagire scostai il lenzuolo afferrai il suo giocattolo e lo infilai nella mia bocca, di sicuro non aveva tenuto le mani ferme durante la prestazione, appena iniziai a succhiare fece un sospirone di piacere e cominciò a muovere il bacino ritmicamente avanti e indietro.
Cinque minuti di massaggio fatto con le labbra, e improvvisamente mentre con la punta della lingua titillavo la sua cappella, venni investito da un getto di sperma e solo al secondo schizzo riuscii a serrare la mia bocca per ingoiare il nettare bianco e caldo, i gemiti di piacere mi confermarono il gradimento della prestazione.
Altro piccolo applauso, l’inquilino del piano inferiore ormai non poteva esimersi dal provare il piacere, scoprendosi mise in mostra i gioielli di famiglia, una dotazione di tutto rispetto, la mamma non aveva risparmiato sugli accessori di piacere, accompagnato dalle sue mani iniziai a degustare il cannolo, qualcuno alle mie spalle mi afferro i capelli, aiutandomi nel movimento su e giù, il favore che mi stava facendo non fu disinteressato, qualcuno insidiava il mio sfintere, piano piano iniziò a spingermelo facendo pressione, ma fui io a muovermi verso di lui per sentirmelo entrare di botto nel culo fino in fondo, nel frattempo il pompino fece il suo effetto e la mia bocca fu allagata da una fontana incredibile di sperma caldo e gustoso.
Restava l’ultimo da soddisfare quello che già si stava divertendo inculandomi, ci spostammo più comodi sul materasso aveva capito che mi divertivo quando lo infilava di colpo fino in fondo
partendo da fuori e ci diede di buona lena.
Continuò con quel lavoro meraviglioso per almeno mezzora, di tanto in tanto accelerava tentando di venire, ma gli sfuggiva l’attimo, io non gli davo il tempo di sgonfiarsi, quando succedeva che avesse un calo, mi giravo e con un rapido lavoro di lingua e labbra lo riattivavo, lui ricominciava forte veloce e profondo.
Finalmente per lui riuscì a concludere fu una esplosione, meno male che il rumore esterno era intenso e continuo, ruggì di piacere, dandomi dei colpi fortissimi e poi tenendolo ben pressato in fondo. Anche per lui feci il trattamento finale tenendo in bocca al caldo la sua cappella, lo gradì a tal punto che continuo ad accarezzarmi i capelli mentre succhiavo fino all’ultima goccia.
un commento finale? che splendida serata.

Buona notte amici e sogni erotici ragazzi!

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