Pompino al bagnino in una calda giornata estiva

Pompino al bagnino in una calda giornata estiva
Mi chiamo Melissa, ho fatto la modella per qualche anno, adesso ho smesso per dedicarmi ad altro dopo la laurea. In quel mondo ho avuto modo di giocare con il mio corpo in svariati modi, per lavorare e per divertimento.
Sono sempre stata appariscente, tutti i ragazzi mi venivano dietro e non ho mai negato nulla a chi mi piaceva. Voglio quindi raccontarvi alcune delle esperienze che ho avuto, sin dalla mia adolescenza.

Ho scoperto il sesso da giovanissima, nel mio gruppo di amici ero la più carina e ogni ragazzo desiderava venire con me, dopo poco non ho più potuto fare finta di niente e ho iniziato ad appartarmi con qualcuno di loro, ricordo le prime seghe e i primi pompini. Al contrario delle mie amiche ho sempre avuto, fin da subito, la voglia di sentire il cazzo in bocca, sentirlo caldo e pulsante sulla mia lingua mentre cercavo di spingermelo tutto in gola, sentire il sapore dello sperma, lasciarlo colare dalla bocca e ingoiare quello che restava. Ero molto più avanti delle mie coetanee e sapevo che nella vita questa mia disinibizione sarebbe servita.

Voglio raccontarvi un’esperienza che ho avuto durante la prima vacanza da sola.
Avevo 18 anni ed ero in una specie di villaggio turistico con alcune amiche che lavoravano li, c’era pieno di giovani e spesso mi trovavo da sola poiché le mie amiche dovevano lavorare.
Un giorno andai in spiaggia, volevo attirare l’attenzione e quindi decisi di mettere il costume più sexy che avevo, nulla di troppo appariscente ma per il mio corpo sarebbe bastata una bella brasiliana e un reggiseno che mostrava bene il mio seno sodo. Riuscii nel mio intento, il bagnino 24 enne mi notò e venne da me a chiacchierare. Era molto figo, palestrato, abbronzato, dai capelli scurissimi, era sicuramente il mio tipo e il fatto di piacergli mi intrigava molto. Finite le presentazioni di rito abbiamo iniziato a chiacchierare, ha voluto sapere chi fossero le mie amiche e in quale zona del villaggio alloggiassi, dopo poco ci siamo scambiati i numeri di cellulare. Dopo poco andai a fare in bagno, faceva molto caldo e, una volta tornata al mio asciugamano lui venne da me e disse: “attenta, potresti scottarti, non hai una crema solare?”. “si – dissi – vorrei metterla sulla schiena, cosa ne dici di aiutarmi?”, non se lo fece ripetere due volte e iniziò a massaggiarmi le spalle e la schiena, arrivando fino alle natiche. A quel punto ebbe la faccia tosta e cercò di spostare leggermente la mia brasiliana, era il classico ragazzo non abituato a sentirsi dire di no, però io lo sorpresi: “Cosa fai? ehi, sarò io a decidere se e quando potrai vedere cosa c’è sotto al mio costume”, lui fece un sorriso malizioso e tornò alla sua postazione.

Il giorno dopo tornai in spiaggia e lo trovai ancora li, ero particolarmente vogliosa, dormivo in camera con le mia amiche che erano piuttosto pudiche e non riuscivo a trovare la giusta privacy per masturbarmi però ci mettemmo a parlare dei ragazzi del villaggio e, quando chiesi informazioni sul bagnino, mi dissero che lui piaceva a tutte, aveva la fama di uno che riesce a conquistare tutte le ragazze che vuole e soprattutto dicevano che era dotatissimo. Tutte le ragazze che erano state con lui erano rimaste sorprese da quanto il suo cazzo fosse grosso, alcune dicevano di aver sentito molto male durante il sesso con lui.

Ero troppo curiosa, volevo vedere se ciò che dicevano era effettivamente reale, volevo leccare il suo gran cazzone. Dovevo assolutamente sedurlo, lo guardavo, mi guardava, sentivo che l’attrazione era tanta così decisi di giocarmela e di dargli ciò che voleva. Mentre ero stesa sotto l’ombrellone verso l’ora di pranzo, quando erano ormai rimasti in pochi in spiaggia, iniziai a fissarlo e lui fece lo stesso con me, così aprii le gambe, lui sorrise maliziosamente e scostai lo slip mostrandogli la mia fighetta totalmente depilata. Forse non credeva che l’avrei fatto, fece un leggero gesto con la lingua, intuii che avrebbe voluto leccarmela e cazzo, quanto mi sarebbe piaciuto. iniziai a sfregarmi il clitoride con il dito, lui era visibilmente eccitato, e iniziò a toccarsi il cazzo da sopra il costume.

Presi in mano il cellulare e gli mandai un messaggio: “ti vedo eccitato”, “sei una gran maiala – risposte – sei fai così non so se riesco a tenere le mani a posto”, “e se io non volessi che le tenessi a posto?”.
Alzò lo sguardo dal cellulare, mi guardò sorridendo e mi fece l’occhiolino e fece cenno di seguirlo. Andammo verso le cabine, la spiaggia era quasi deserta, entrammo in una delle più grandi, era molto spaziosa. Feci per baciarlo ma lui mi fermò: “eh no, devi guadagnartelo il bacio in bocca, io non bacio tutte, bacio solo quelle che me lo succhiano bene” così mi prese la testa e mi costrinse violentemente in ginocchio, avevo la testa davanti al suo costume, vedevo la sua erezione, così abbassai il costume e il suo enorme canzone mi colpì in faccia. Era tutto vero, era un bel cazzo grosso, ciuffetto di peli sopra e palle totalmente depilate, come piace a me. Iniziai a leccargli la punta, “succhia troia, non leccare” e mi spinse il cazzo in bocca, lo sentivo tutto in gola, la saliva mi colava dai lati della bocca, facevo fatica a respirare, finché non decise di tirarlo fuori. Mi è sempre piaciuto essere trattata da troia, nella vita sono una donna forte ma nel sesso amo essere sottomessa; iniziai a segarlo con una mano e a succhiargli le palle, lui ansimava. Dopodiché mi prese per i capelli e mi disse: “adesso ti scopo la bocca, troia, tira fuori la lingua”, e iniziò a mantenermi ferma la testa e a fare avanti e indietro con il bacino, riempiendomi la bocca e la gola con il suo grande cazzo. Iniziai a sentire voglia di farlo godere, volevo sentire il sapore della sua sborra e farmi inondare come una troia, così, quando si fermò io iniziai a succhiarlo con maestria mentre con una mano gli massaggiavo le palle. “Sono una troia, la tua troia, sborrami in bocca, riempimi”, alle mie parole non resistette più e venne copiosamente, senza risparmiare qualche leggero grido di piacere (amo gli uomini rumorosi), mi inondò la gola, tirai fuori l’uccello dalla bocca per mostrargli tutta la sua sborra sulla mia lingua e poi ingoiai tutto. Ero finalmente pronta per il mio orgasmo, lui mi abbassò gli slip, diede una leccata alla mia patatina, assaggiò i miei umori e mi disse: “non ora troietta, decido io quando devi venire, adesso usciamo di qui che devo tornare a lavorare”. Guadagnai però il mio bacio in bocca, non avevo dubbi che il mio pompino gli sarebbe piaciuto.??Appena usciti dalla cabina trovammo a pochi metri due suoi amici che avevano evidentemente sentito tutto ciò che era capitato all’interno, gli diedero il cinque, si presentarono e uno di loro mi disse: “complimenti, avremo sicuramente modo di conoscerti meglio anche noi”.

Tornai così all’ombrellone, vogliosissima, ma con la certezza che avrei goduto come non mai di li a poche ore….

Continua….

Ps: commentate e scrivetemi quello che pensate del mio racconto

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