Vito

Vito
Questa è una storia di qualche anno fa, tre anni fa per l’esattezza. Avevo 39 anni.
Devo fare una premessa su me stessa: senza false modestie, sono una bella donna, a detta di tutti, e debbo dire le conferme le ho ogni giorno dagli sguardi audaci che mi lanciano sia gli uomini che i ragazzi molto più giovani di me. Non sono molto alta, supero di poco il metro e sessanta, ma curo molto il mio corpo tra massaggi, palestra e quant’altro. Ho una quinta misura di seno e nonostante gli anni e due figli le mie tette fanno ancora una gran figura soprattutto se supportate da un buon reggiseno e da scollature un po’ sfacciate. Sono separata da anni e quindi libera di fare della mia vita privata ciò che voglio. Ma torniamo alla storia di tre anni fa.
Solitamente andavo in un supermercato ina città vicina alla mia, città dove c’è anche un importante polo universitario: pieno di studenti quindi. Tra questi ne avevo notato uno, diverse volte, fare la sua spesa negli stessi orari miei. Non nego che mi aveva colpito la sua prestanza. Piuttosto alto, moro, bel viso, capelli un po’ lunghi, bel fisico, il classico bel ragazzo mediterraneo con la carnagione olivastra. Doveva essere uno studente fuori sede, probabilmente meridionale. A giudicare dalla patta dei pantaloni doveva pure essere ben dotato: quei jeans nascondevano almeno buoni venti centimetri che, accompagnati al suo livello di testosterone giovanile, potevano rappresentare per una donna in vero paradiso. Una mattina mi vestii molto provocante: abito rosso molto succinto, scarpa alta, scollatura molto bene evidente e un golfino bianco aperto. Speravo di incontrarlo, magari avrei potuto seguirlo un pochino e chiedergli di prendere qualcosa per me dalla mensola in alto….così, per attaccare bottone.
Mentre giravo per il supermercato con il mio carrello a un certo punto lo vidi, era nel reparto del caffé….serviva anche a me, era l’occasione giusta. Certo, poteva anche darsi che pure lui mi avesse già vista, dato che c’eravamo incrociati precedenteente almeno cinque o sei volte. Passai di lì e lo urtai leggermente. Gli chiesi subito scusa, lui si voltò verso di me: ci guardammo negli occhi per un attimo….io proseguii, un po’ imbarazzata, ma dopo qualche metro mi voltai di s**tto per vedere se mi stava guardando il culo. E lo beccai in pieno: sguardo fisso altezza giusta. Tornai indietro e lui era visibilmente in imbarazzo, cercò di far finta di niente e io sfacciatamente gli chiesi di prendermi un barattolo di cacao che stava in alto. Lui, gentilmente mi fece il favore, lanciandomi un bel paio di occhiate alle bocce bene in vista grazie alla scollatura. Lo ringraziai moltissimo. Finì tutto lì…..per il momento. Salii in macchina e mentre me ne andavo vidi il ragazzo portare oltre alla spesa un cartone d’acqua. Non che per uno con il suo fisico fosse pesante, ma tentai un approccio più incisivo: accostai e abbassato il finestrino gli chiesi se voleva un passaggio, così, tanto per rendergli il favore. Lui accettò. In macchina fece finta di guardare fuori dal finestrino, ma sbirciava di continuo le mie cosce….arrivati a casa lui mi disse: senti….grazie, non so neanche come ti chiami, se mi aspetti poso la spesa e ti offro un caffé al bar qui davanti. Io parcheggiai e accettai molto volentieri, palesando il mio entusiasmo con un bel sorriso. Dai….era fatta….sapevo che d’adesso in poi bastava solo cucinarlo per bene.
Quel caffè fu davvero troppo breve. Ci presentammo e scambiammo pure i numeri di telefono, io gli raccontai alcune cose di me, sorpattutto che ero separato e che mi sentivo sola ( cosa non del tutto vera).
Tornai a casa e feci le mie faccende da buona mamma per tutto il giorno. La sera, messi i bimbi a letto, mi stavo rilassando sul divano quando mi arriva un sms. Era Vito: “che fai stupenda?” Era un buon inizio….messaggiammo per parecchio, e alla fine tutto degenerò secondo quelli che erano i miei piani: farlo arrapare come una bestia. Gli mandai un mms inequivocabile, una mia foto in lingerie….invitandolo a bere il caffé da me per l’indomani, dovevo pure rendergli il favore!
E l’indomani venne, puntualissimo…..mi suonò alla porta e io lo divorai come una preda succulenta. Vito da me non se lo aspettava e fu inizialmente sorpreso, ma poi la sua virilità esuberante venne fuori e prese il sopravvento e mi dominò scopandomi come un a****le, in modo selvaggio, molto passionale, a tratti anche brutale.
Lo aspettavo agghindata da zoccola: stivale alto nero, autoreggenti e un corpetto nero: niente mutandine…
Appena mi vide rimase di sasso, mi abbracciò e mentre mi faceva i complimenti per le mie forme le sue mani andavano dappertutto. Dalla schiena scesero sui glutei e nel sentirle tastare il mio fondoschiena cominciai bagnarmi, i suoi baci sul collo divennero morsi di passione e io smaniavo per assaggiare tutta la sua virtù. Le mie mani percorsero il suo corpo aitante, giovane e si infilarono nei pantaloni. Non mi ero sbagliata, le sue misure erano notevoli e mentre lo accarezzavo si ingrossava ancora. Si stacò dal mio collo e guardandomi negli occhi mi chiese bruscamente: “ma quanto sei troia? Eh?” Io gli risposi mettendomi in ginocchio; lo guardai negli occhi e gli dissi con tono perentorio: “Dai….scopami la bocca!” Non se lo fece ripetere. Ebbi appena il tempo di aprire le mie labbra che me lo piantò dentro, mi prese con una mano sotto il mento e con l’altra mi teneva la nuca dandomi il ritmo. Io mugolavo di piacere e cominciai a sditalinarmi furiosamente, sorpresa da tanta audacia in un ragazzo così giovane. Lui era in estasi, si ingrossò fino al massimo e quando mi abbassai per divorargli le palle constatai che il bastone percorreva tutto il mio viso e andava anche oltre la fronte. “Hai un cazzo da favola!” Gli dissi. Lui mi rispose fremente:”Sei meravigliosa!!!!”. Lo volevo dentro. Adesso. Forte e deciso. Lo presi per il cazzo, quel bel cazzo lungo e teso, dalla pelle giovane e turgida e me lo portai in camera da letto. Nel breve tragitto gli dissi: “Ora mi devi fottere, ma fottimi come si deve! Hai capito? Mi devispaccare la fica! E vedi di non scoppiare subito, voglio venire almeno due o tre volte col tuo cazzo magnifico!” Lui non disse niente, si fece serio. Arrivati sul letto mi spinse giù, mi aprì le cosce, lo cacciò dentro deciso e lo spinse fino a metà, poi prese i miei seni e li divorò. Intanto i suoi colpi affondavano sempre più, era bravo si muoveva bene, aveva un corpo armonico delle belle spalle forti che potevo bene ammirare mentre faceva di me la sua troia. Cominciai a sgrillettarmi il clitoride per accrescere il mio piacere e i miei gemiti divennero urla: stavo venendo in preda ad un meraviglioso, travolgente e forte orgasmo. La mia vulva cominciò a contrarsi, a pulsare, fuori ormai dal mio controllo, lui mi tenne per i seni: ero sua…..scoppiai in un getto fragoroso innaffiando anche i suoi addominali tesi nello spasimo di quella furibonda penetrazione. Gridai e mi contorsi e appena ripresi mi girai per farmi montare da dietro. Luiera un dio! Teneva perfettamente botta al mio desiderio straripante di carne giovane. Mi prese da dietro tenendomi per i fianchi, poi con una mano acchiappò i miei capelli e li tirò tanto da farmi inarcare la schiena all’indietro. Mi sussurrava all’orecchio parole sconce che mi eccitavano da morire, poi la mia lingua incontrò la sua e fu il delirio. Le mie grida annunciavano un altro orgasmo favoloso. Lo pregai di continuare così, con quella intensità:” Scopami così, scopami, scopami e fammi venire di nuovo, poi rompimi il culo Vito, hai capito?” Lui non diceva niente, ma faceva il suo lavoro, lo faceva da Dio! Mi fece venire ancora e ancora e ancora. Poi sputò sul mio buchetto, lo leccò per bene. Capii che era il momento. Gli ordinai di spaccarmelo, lo volevo dentro tutto. “Dai Vito, tutto dentro, sfondami sto culo da troia, senza pietà, per favore!” Smaniavo. Lui entrò piano, lentamente tutto il bastone scivolò dentro. Era davvero grosso. Si gonfiò ancora, credo, io lo sentivo enorme. I colpi furono via via più profondi. Più rapidi. Le mie grida accompagnavano ogni bordata. Lui uscì. “Amy, sei una bomba, ora però scoppio, non ce la faccio più!” Io mi girai, me lo presi bene in bocca, gli massaggiai le palle e lo feci esplodere sulla mia lingua: avevo la bocca aperta, volevo fargli vedere tutta la sua crema nella mia bocca. Gli schizzi furono molti, delle schizzate meravigliose che mi inondarono la bocca. Ci giocai un po’ prima di ingoiare con piacere quella manna. Ci sdraiammo sul letto e ci guardammo, piuttosto esausti. Fu la prima di una lunga serie di trombate epiche direi con questo bel ragazzo. Meraviglioso, gentile ed anche molto molto virile. Me lo sono trombato e mi sono fatta trombare da lui finché non si è laureato la scorsa primavera……
Ora mi manca un po’…..potrei trovare un altro Vito….ma dove? Dove lo trovo un altro così?

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