VIZI&CAPRICCI

VIZI&CAPRICCI
Gianni e Lina sono amci di vecchia data, dai tempi della scuola, compagni di gioventù quando ci si frequentava a spassarsi di weekend di discoteca. Bravi ragazzi sempre affettuosi e leali loro due nei miei confronti ed io sempre amico sincero anche dopo che si sposarono, io testimone di nozze, poi consigliere per qualche problema, anche quando il loro matrimonio vacillò, come di consueto, e solo per ritmi di vita troppo impegnativa. Lina si confidava con me più di Gianni, che sempre per carattere non era mai stato troppo espansivo. In sintesi,insomma….come dire…fu proprio Lina a indurmi nel corteggiarla, me sciagurato mai sposato e buontempone, perchè spesso lei al telefono mi chiedeva sorniona dove sarei andato questa o quella sera, quasi a stuzzicarmi per raccontarle qualcosa delle mie “compagnie”. Perciò cominciai ad intuire che la Signora era in fase restaurativa erotica come a volersi rinnovare da donna-femmina dopo le due gravidanze, e la cosa mi appariva normalissima per una donna in rapporto di coppia che fatalmente si deteriora causa tante tantissime cose di colpe sospette o meno da parte di uno o dell’altro. Lina comunque sempre guardata da me come una grande amica quasi sorella e mai immaginata femmina/amante anche per lealtà verso Gianni. Ma le fantasie peccaminose s’impossessarono di me quando mi accorsi di qualche sua insolita confidenza colorata di allegra simpatia allusiva. Quasi certo io che lei prima o poi si sarebbe cercata un’avventura extra e se fosse poi stata scoperta dal marito le cose si sarebbero guastate drammaticamente. Ciò certamente non mi sarebbe per niente piaciuto e fu così insomma… che ci provai. Ovviamente ben conoscevo gli orari e turni di lavoro di Gianni, per cui andavo da loro a casa quando sicura era l’assenza di Gianni, specie la mattina dopo che Lina aveva portato i bambini a scuola. Così, senza raccontare particolari scontati circa il corteggiamento, non faticai troppo ad esserle amante con lei entusiasta di poter ritagliarsi un erotismo diverso tutto suo, e soprattutto senza minare la solidità familiare. Le prime scopate con lei furono delicate e normalissime, perchè compresi subito che la femmina non sapeva granchè di cose di letto, ed in effetti su un certo puritanesimo sessuale dell’amico Gianni io ci avrei giurato. Pian piano la condussi ad una diversa sensibilità nei rapporti finchè lei, dopo una decina di incontri maturò un deciso s**tenamento.Anche disinibita a puntino, arrivò lei stessa a dirmi un po’ scherzosamente che chissà…in fondo…a Gianni forse sarebbe piaciuto unirsi alle nostre effusioni acrobatiche e che conoscendolo bene da tempo suo marito l’avrebbe desiderata qualche istruzione scopatoria, visto che di donne ne aveva avuta solo una,cioè lei. All’occasione mi disse -” Tu Michele saresti giusto per questo, in quanto libertino ma serio composto amico di famiglia e,se così fosse, non ci sarebbe scandalo fuori delle nostre quattro mura” . Stavo quindi ad avviarmi verso un ruolo di bull cosiddetto per coppia cuckold. Mi ero già spassato in quel ruolo con altre due coppie in passato e la cosa non mi trovò impreparato. Risposi a Lina che ero disposto ma le difficoltà preparatorie iniziali non avrei saputo come gestirle. Lei mi rassicurò che se io ci stavo ci avrebbe pensato lei a sbloccarci noi tre. Accade quindi dopo una ventina di giorni che mentre sono a scoparla nel loro letto di casa, Gianni rientra inaspettato, perchè in azienda c’era sciopero e tornato a casa prima della solita ora. Insomma ci scopre fedifraghi e si atteggia ad amico offeso ma anche ragionevole ad affrontare la crisi imminente. Lui mi dice di allontanarmi subito da casa e di tornare verso ora di cena per chiarire conclusivamente la nostra amicizia, alla luce del misfatto. “Vieni più tardi per spiegarti meglio perchè adesso non c’è niente da capire e da spiegare, è tutto chiaro” mi dice sbattendomi fuori della porta. Ritornai la sera dopo cena con un certo coraggio diciamo, immaginandomi rimproveri da essere vigliacco, ma dovevo farlo almeno per spiegare che la faccenda non era stata sentimentale quindi da puro tradimento, ma solo capricciosa per una coincidenza di semplici appetiti tra me e Lina. Grande sorpresa fu la mia quando entrando da loro, avvertii una strana atmosfera di quiete in casa. Lina mi venne incontro ad aprire con un sorriso e facendomi occhiolino di rassicurazione. Mi accompagnò in salotto dove Gianni guardava la TV. Io e lui ci salutammo un po’ freddamente, poi Lina disse di assentarsi per farci un caffè.
” Scusa Gianni….senti” parlai “Non voglio sentire niente-replicò lui- è tutto chiaro e tutto già chiarito tra me e Lina” Rimasi in silenzio, a pensare che forse Lina l’aveva addomesticato ed indotto già a quel gioco in trio che mi aveva accennato e che quindi era stata bravissima a compiere la difficile impresa tutta in un solo pomeriggio. Non era esattamente così. Con faccia tosta Gianni si mise a parlare: “Sapevo che Lina ti è sempre piaciuta,me l’hai sempre ben nascosto da amico,ma la tua carne e il desiderio tipo playboy ti ha tradito e preso il sopravvento sulla nostra amicizia” Replicai: “Veramante io….” E lui “No…No non devi scusarti” Ci fu una strana lunga pausa di silenzio poi Gianni continuò: ” Vedi Michele, esistono anche le sorprese in certe cose e sono strane ma reali, e la sorpresa che ti dico adesso è inversa a quella che abbiamo vissuto questa mattina” A quel punto arrivò Lina col caffè,sempre tranquilla,stranamente tranquilla anche lei,ed io disorientato per non capire questo loro atteggiamento. Dissi “Capisco,Gianni, capisco la tua delusione e sorpresa di stamattina,ma vediamo di non rovinare del tutto la nostra amicizia passata per un qualcosa che poi non è tragico”. Lina prese la parola “Ma per carità,non parliamo di tragedie addirittura” Gianni accennò un sorrisetto a sua moglie e svelò quello che mai avrei immaginato. Lui sapeva da tempo della nostra relazione ed anzi si erano accordati tra loro due ad attirarmi in un gioco di trasgressione. Non sapendo come impostarlo avevano lasciato a me l’illusione del corteggiamento e della conquista. La cosa me la spiegarono a due voci, un po’ parlava lui, un po’ lei, e alla fine mi pregarono di non considerarli viziosi sporcaccioni come tanti altri, ma solo curiosi nell’osservare come si poteva dinamicizzare il loro rapporto dopo nove anni di vita coniugale. “Lina -mi disse Gianni- è una bella donna e tanti me la guardano quando si va in giro e ragionevolmente avevo paura di qualche sua sbandata, come idem succede a noi maschi….o no?” Risposi che certo ero daccordo con lui,nient’altro. Poi Lina si scusò con me per la verità che affrontavo, confermando che loro due s’eran messi daccordo che se qualcosa doveva accadere, doveva essere sotto controllo dell’unità familiare e dei bimbi. Quindi Gianni sapeva, e per due volte già ci aveva spiato non visto da me, mentre Lina era a conoscenza delle sue spiate. Lui mi diceva dei suoi turni ed io ero tranquillo con lei,ma niente vero,perchè lui falsificava i suoi turni. Rientrava piano in silenzio perchè la moglie lasciava la porta senza giro di chiavi affinchè io non sentissi il rumore della serratura. Lui spiava attraverso la fessura della porta in camera,ma questo era successo solo in due occasioni. Oggi,stamattina,avevano deciso entrambi di passare al lato duro della faccenda, cioè coinvolgendo me nella loro stabilizzata fantasia e invitandomi in quel modo quindi a prendere il classico ruolo di “amico di famiglia”. Mi dissero che mai e poi mai avrebbero accettato di avanzare nei loro desideri con sconosciuti improvvisati, e che la decisione più saggia era quella di coinvolgere una persona seria affidabile come l’amico Michele. Abbandonai a quel punto il mio stupore e mi inquadrai in una sorta di allegria,seppure imbarazzante. Poi tolsi anche la sfumatura dell’imbarazzo quando Gianni diventò ironico e spiritoso nell’assaggiare i cioccolatini che Lina nel frattempo ci aveva offerto in un piattino decorato di cuoricini. Gianni disse che Lina era più dolce di quei cioccolatini, io palesai che ero daccordo con lui, e Lina disse che quei cuoricini del piattino erano come i nostri, di noi tre che ci volevamo bene e che ci saremmo sentiti liberi dalle ipocrisie della quotidianità. Lei mi venne vicina sul divano e Gianni spense la TV per guardarsi in diretta -disse- uno spettacolino “diverso”. Mi tornò l’imbarazzo per non fare robe improprie al frangente e pregai Lina di andare vicino a lui perchè lo spettacolino volevo vederlo io stavolta. Lei acconsentì con la risatina comune che ci prese per la mia battuta e abbracciò il marito. Prima che potessero loro avviare una danza, Lina andò in cameretta per assicurarsi che i piccoli dormissero e chiuse a chiave la porta. Poi tornando sul divano loro due iniziarono un gioco molto soft fatto di carezze bacetti ammiccamenti,con la sola luce attenuata d’un abatjour puntato verso il muro,solo per verificare i nostri corpi che in cinque minuti cominciarono a sciogliersi. Gianni s’e’ abbassato i pantaloni come da diritto di marito che ha confidenza con la moglie e Lina gli ha preso il cazzo in mano per trastullarlo. Ho notato le buone dimensioni di Gianni, diciamo uguale alle mie, quando invece avrei pensato che forse Lina era delusa dalla sua dotazione. Invece no,quella di Gianni era valida,secondo me. Così,mentre mi eccitavo per l’insolita lussuriosa serata che immaginavo drammatica e diversa, ho considerato che per Lina era stato proprio solo un capriccio curiosità femminile tipica quella di cercarsi un amante. Gianni si fece innalzare lo stendardo suo di carne avvicinando lei per darglielo in bocca, Lina eseguì perdendo di colpo lo stile milady e glielo imboccò con sapienza puttanesca che conoscevo. Due-tre minuti di pompaggio orale, lui quindi la scostò, la distese a gambe all’aria sul divano di fronte a me e glielo schiaffò letteralmente dentro. Pompò altri 3 tre minuti nel nido della moglie,emise un rantolaccio volgare e se ne venne. Mi accostai a Lina anch’io con i pantaloni abbassati ed il cazzo duro e glielo porsi sulle labbra, con aria di non voler io esagerare in ingerenza nella loro copula. Lei mi baciò il cazzo un attimo, e mi respinse scusandosi e chiedendomi di aspettare che andava a lavarsi un po’. Sapeva bene quanto adoravo io leccarle la figa e quanto lei si esaltava per questo, roba che evidentemente Gianni era restìo ad eseguire. Perciò era opportuno che lei si liberasse della sborrata del marito recandosi in bagno. Io e Gianni lì ad aspettarla,con lui che mi disse sottovoce da complice “Quando torna trombatela tu,vai tranquillo,ora tocca a me divertirmi a guardarvi, mi raccomando….fammi divertire”. Lei tornò dopo dieci lunghi minuti, ed io avevo di nuovo il cazzo moscio per l’aria imprevista che tirava,per lo sbigottimento di quel che stavo quella sera vivendo, e sempre ancora per l’imbarazzo. Mi venne vicino e cominciò un approccio delizioso, Gianni ci guardò qualche minuto poi andò in bagno anche lui,lasciandoci soli. Lina profumava di saponetta alla lavanda,la baciai sul collo,sul seno,in bocca,poi scesi a darle un bacetto quasi innocente sul pube senza slinguare la figa ma solo annusandola. Tornai ad abbracciarla ad avvicinarla e stringerla a me,a baciarla in bocca, poi arrivò l’esaltazione sfrenata e la distesi su quel divano dove prima Gianni l’aveva sommariamente scopata.Le aprii spudoratamente le cosce,allargandole al massimo, ammirai e feci una breve riflessione complimentosa sospirata sulla sua figa ancora chiusa e quindi ci andai attorno con la lingua con un bacio invitante come a volerla svegliare e schiudersi. Ci passai la punta della lingua a pennellino sulle grandi labbra, Lina emise un gemito,un mugugno, e la fighetta si aprì come un fiore umidiccio di brina tiepida,non fredda. Baciai ancora la figa come fosse la sua bocca e le labbra si aprirono come a far fuoriuscire una lingua che ci fosse stata dentro,ma che non c’era. Con cupidigia io invece addentrai la mia lingua come a cercare di trovarla quella lingua e insistetti per un bel po’ finquando lei mi versò sul muso un mezzo cucchiaio di miele che le s**turì da dentro. Al momento Lina ebbe anche un urletto strozzato di piacere, che Gianni tornando dal bagno, le chiese di soffocare per non svegliare i bambini. Lui si mise in penombra su una sedia un po’ lontano da noi, dicendo che sperava di non disturbarci, ed in silenzio volle assistere al nostro amplesso. Con le labbra imbrattate del miele della sua fighetta mi sollevai e cominciai a baciare Lina dappertutto sulle tette strisciando sulla sua pelle per asciugarmi e titillandole prima poi succhiandole i capezzoli appuntiti quindi riportandomi sulla sua bocca a cercarle e trovarla stavolta la sua lingua che mi allungava fuori come un’autentica porcella. Credo che Gianni a quel punto pensasse che era ora di fottermela sua moglie,ma si sbagliava, perchè io volevo gustarmela ancora all’inverosimile,anche per dimostrargli quanto lui prima era stato irruente ma sbrigativo senza gran piacere di lei. Glielo detti in bocca e Lina e lei se lo prese come un giocattolino,lo baciucchiò due tre volte poi ci mise la lingua attorno alla cappella come volesse decorarlo,lo inumidì e se lo ingoiò. Maestra lei nel bocchinazzo,lo sapevo, già sperimentata e…quante volte le avevo sborrato in bocca nei nostri incontri segreti,o quasi. Non lo avrei per niente e mai fatto quella sera,proprio in presenza di Gianni marito. Glielo sfilai dalla bocca e tornai a leccarle appassionatamente stavolta la figa, come a ricompensarla del lecchino ricevuto. Lei si dimenò dalla goduria e cominciò a sussultare per l’orgasmo che arrivava, i suoi gridolini si fecero più sconnessi incontrollati quasi gemiti decisi e rumorosi. Gianni si alzò dalla sedia e ci venne vicino mentre lei dimenava il pancino per lo strofinìo instancabile delle mie labbra sulla sua figa e della lingua che le dardeggiava dentro a cercare l’altro mezzo cucchiaio di miele che mi mancava. Suo marito con una mano le tappò la bocca per attuttire i suoi gemiti ed io mi scostai soltanto quando ebbi la percezione che era cotta al punto giusto per prenderla di cazzo. Ma non glielo affondai da assatanato ed improvvisamente,la feci volutamente soffrire ancora puntandole solo la cappella all’ingresso, e strusciandogliela a mo’ di pennello quasi a volerle prima pettinarle un po’ quella scarsa ben curata peluria che circondava la figa. Lina sfuggì un attimo alla mano del marito e mi supplicò di darglielo tutto. Affondai ubbidiente e lei si placò come si fosse finalmente rinfres**ta. Glielo lasciai dentro senza muovermi per un minuto per farglielo ben percepire ed adattare alle sue pareti interne e quando fui sicuro che lei proprio lo desiderava, glielo feci scorrere dentro lentamente per non farle perdere la sensibilità di ogni centimetro che la percorreva dentro. Gianni seminudo si era di nuovo visibilmente eccitato e glielo strusciava sulle tette mettendosi di lato. Fui lento a penetrarla forse per cinque lunghi minuti e Lina ne trasse piacere immenso. Poi perdetti ogni controllo e mi s**tenai a pomparglielo dentro a tutto spiano con ritmo forte e cadenzato e profondo tale da avvertire il toccarle in alto il collo dell’utero. Furono forse una cinquantina di colpi, lei ebbe convulsioni sueggiù col pancino quindi se ne venne tappandosi la bocca da sola questa volta perchè Gianni era intento ad imbrattarle le tette di sborra. Le detti altri sei sette affondate di cazzo ed emergendo dalla figa e schizzai fuori sul suo corpo e sulle cosce aperte sgocciolando infine sul pavimento. Un po’ a disagio per quel ch’era accaduto mi ritirai per primo in bagno a rinfrescarmi, lasciando loro due sul divano, Gianni rilassato e Lina ancora un po’ con respiro sbuffante ansimante come se le mancasse l’aria. Cercai di essere disinvolto tornando in seguito dal bagno, disinvolto come se poco o niente fosse accaduto, per alleviare un loro probabile disagio…. del dopo. Invece a sorpresa ulteriore li trovai non solo allegri e soddisfatti ma addirittura protagonisti di una strana misteriosa risata. Chiesi perchè se la ridevano e Lina rispose che Gianni alzandosi un attimo dal divano non s’era accorto della piastra di sborra mia sul pavimento e vi era scivolato sopra. Accompagnai la risata anch’io suggerendo a Gianni di inserire l’ABS ai piedi se ci fosse stata una prossima volta. Tutto finì con risata in trio dopo scopatona in trio. Mi dissero di ritrovarci la settimana prossima, prima che Lina avesse il suo ciclo. La storia quindi continuò con evoluzioni che saranno raccontate._____ Fine prima parte____

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